dic 25

Risposta a un amico sul gruppo MSN chiuso.
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I Carabinieri vogliono il ritiro immediato

 RABBIA ED AMAREZZA PER I COLLEGHI CADUTI IN IRAQ.

Dopo americani ed Inglesi, non poteva che toccare ai nostri carabinieri e soldati italiani in Iraq. Ragazzi spinti alle missioni estere da non solo senso umanitario di aiuto a quelle popolazioni, da non solo senso di patriottismo o contributo alla lotta al terrorismo, ma anche e spesso soprattutto per portare a casa qualche soldo in più e vivere una vita con maggiore dignità. Per questo per essere assegnati alle missioni estere, tra i carabinieri vi è una concorrenza spietata a suoni di raccomandazioni.
In termini economici, 6 mesi di missione estera soprattutto in zone belliche, contribuisce a comprarsi almeno metà della tanto agognata casa.
La miseria economica, in cui versano tutti i carabinieri, poliziotti e militari Italiani, non può essere sottaciuta, come non può essere sottaciuto il mancato impegno degli attuali Governanti alle tanto evidenziate ( solo in campagna elettorale ) situazioni migliorative per tutto il comparto sicurezza, in cui i Carabinieri, parte integrante, vivono con regolamenti da prima guerra mondiale e con stipendi da fame.
Non siamo guerrafondai, siamo solidali con quelle popolazioni, ma costretti a combattere una Guerra che NON tutto il popolo Italiano e NON tutto il Parlamento hanno voluto, perchè non avallata dall’ONU. I Ns. Carabinieri
non sono affatto preparati né psicologicamente né professionalmente a
combattere una simile guerra civile come quella in Iraq, questo và detto a chiare lettere. Chi ritiene il contrario, per motivi di opportunismo, non dice il vero. Piangiamo i nostri morti, i nostri colleghi ed assistiamo
all’ennesima farsa di lacrime di coccodrillo da parte di chi, una certa responsabilità nell’invio di quel contingente deve pur averla.
L’Unione Nazionale Arma Carabinieri, si stringe attorno alle mogli ed ai figli dei colleghi caduti, ed invita i Governanti ad esaminare seriamente la possibilità di un RITIRO IMMEDIATO dei nostri uomini da tale situazione
che potrebbe costare ancora vittime al nostro popolo che ha già fin troppi problemi in Patria.

Il Segretario Generale UNAC
M.llo CC. Antonio SAVINO

Direttore de LA RIVISTA DELL’ARMA

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La lettera è stata scritta dal RAPPRESENTANTE e PORTAVOCE NAZIONALE di tutti i carabinieri italiani, il PRESIDENTE dell’ UNAC Unione Nazionale dell’Arma dei Carabinieri essendo arrivato dove si trova, non può essere un qualunquista nè tantomeno può sputare nel piatto di chi rappresenta, se era un comunissimo giornalista dell’arma ti avrei dato pienissima ragione e probabilmente al novanta per cento era come dicevi tu.
 
Questa lettera è stata volutamente censurata da tutti i giornali e da tutte le televisioni, evidentemente LA VERITA’ a qualcuno che comanda con la Telecrazia,  FA MALE, e quindi va nascosta al popolino, soprattutto quando la verità non parla di terrorismo internazionale, ma di guerra civile, non a caso nonostante la cattura di Saddam, oggi che è natale a Bagdad, si continua a sparare, e chissà perchè gli iracheni sono senza benzina … e emigrano in massa verso l’europa … a voi le conclusioni … bah …
il solito opportunismo degli stati occidentali, e il popolo con le fette di salame negli occhi, e la verità nascosta, che rabbia, viviamo in un mondo di bugiardi.
 
Per quanto mi riguarda, meglio un patriota morto per la patria che un mercenaro morto per interessi finanziari di avvoltoi al potere, che dipendono dalle lobby internazionali del petrolio.
 
Guardate il mondo con i vostri occhi e non con quelli della televisione, pensate con la vostra testa e non con quella degli altri, e soprattutto …. documentatevi …..

Maurizio Ferraro

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