apr 14

Ciao a tutti, mi sono immaginato questa conversazione con i miei figli, se mai ne avrò, risponderò alle loro domande sul ventesimo secolo in questo modo:

Marco: - Papà, mi ha detto la nonna che ai suoi tempi i russi comunisti si mangiavano i bambini, è vero?
Papà: - Si figliolo, è vero.
Eva: - Meno male che ci sono gli americani!
Papà: - non è così Eva, una volta erano i russi a mangiarsi i bambini ma al giorno d’oggi purtroppo sono gli americani a farlo.
Cristian: - Davvero? Ma papà cosa dici, non è vero, lo dicono sempre anche alla Tv che loro sono i più forti di tutti e sono degli eroi: c’è Superman, Diabolik, l’uomo Ragno e poi anche…
Papà: - Adesso vi spiego, vedete, gli americani oltre a mangiarsi i bambini poveri li usano anche come carburante per la macchina di papà, li usano per fabbricare le scarpe da ginnastica che voi indossate, per creare le bibite che bevete ogni giorno e che io vi compro regolarmente. Non solo, anche i medicinali che prendete quando vi ammalate, vengono fatti con i bambini poveri.
Giusi: - Non voglio le scarpe fatte con i bambini poveri.
Papà: - Allora un’alternativa potrebbe essere quella di andartene in giro a piedi scalzi.
Giusi: - Ho deciso, da grande farò la presidente del consiglio.
Cristian: - Io voglio diventare uno scrittore ed anche un giornalista.
Marco: - Invece io voglio fare l’inventore.
Eva: - Io la pittrice.
Papà: - Tutte cose belle, ma se realizzerete davvero i vostri sogni ricordatevi che tutto ciò che produrrete e creerete apparterrà di diritto agli americani, qualunque cosa.
Eva: - Perché?
Papà: - Quello che non tutti sanno è che dopo la seconda guerra mondiale, gli europei e non solo loro, per ricostruire il nostro paese si sono venduti l’anima al diavolo; ormai tutti noi siamo una proprietà esclusiva, possono fare di noi qualsiasi cosa loro vogliano.
Cristian: - Papà, ho capito tutto! l’unica speranza in questo mondo per sopravvivere è quella di non diventare bambini poveri!
Papà: - L’unico rimedio all’imperialismo americano oligarchico telecratico e finto-democratico è quello di restarsene sempre uniti e compatti tra la gente, cercando di divulgare la verità, l’amore, la pace e la libertà a tutte le persone che conosciamo.

 ©opyright 2003 Maurizio Ferraro

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nov 28

Segnalazione dell’Associazione Namaste

Rainews24 trasmette un’inedita intervista al magistrato Paolo Borsellino, rilasciata due giorni prima della strage di Capaci. Era il 21 Maggio del 1992, e le dichiarazioni del magistrato palermitano fanno riferimento a rapporti tra Cosa Nostra e imprenditori del Nord Italia, fondati sul riciclaggio di denaro sporco. La novità è che Borsellino parla di un’inchiesta aperta a Palermo su Berlusconi, Dell’Utri, Mangano fin dal 1992, inchiesta della quale, oggi, non si sa più nulla.

Borsellino
Sì, Vittorio Mangano l’ho conosciuto anche in periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, e ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane. Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come “uomo d’onore” appartenente a Cosa Nostra.

Giornalista
“Uomo d’onore ” di che famiglia?
Borsellino
L’uomo d’onore della famiglia di Pippo Calò, cioè di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia della quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precdenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitulamente a Milano, città da dove come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga, di traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.

Giornalista
E questo Mangano Vittorio faceva traffico di droga a Milano?
Borsellino
Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti risulta l’interlocutore di una telefonata intercorsa fra Milano e Palermo, nel corso della quale lui, conversando con un altro personaggio mafioso delle famiglie palermitane, preannuncia o tratta l’arrivo di una partita di eroina chiamata alternativamente secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche come magliette o cavalli.

Giornalista
Comunque lei in quanto esperto, può dire che quando Mangano parla di cavalli al telefono, vuol dire droga.
Borsellino
Si, tra l’altro questa tesi dei cavalli che vogliono dire droga, è una tesi che fu avanzata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tanto è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi processo per traffico di droga.

Giornalista
Dell’Utri non c’entra in questa storia?
Borsellino
Del ‘Utri non è stato imputato del maxi processo per quanto io ne ricordi, so che esistono indagini che lo riguardano e che riguardano insieme Mangano.

Giornalista
A Palermo?
Borsellino
Si, credo che ci sia un’indagine che attualmente è a Palermo con il vecchio rito processuale nelle mani del giudice istruttore, ma non ne conosco i particolari.

Giornalista
Marcello Del’Utri o Alberto Del’Utri?
Borsellino
Non ne conosco i particolari, potrei consultare avendo preso qualche appunto, cioè si parla di Del’Utri Marcello e Alberto, di entrambi.
Giornalista
I fratelli
Borsellino
Sì.
Giornalista
Quelli della Publitalia. Borsellino
Sì.
Giornalista
Perchè c’è nell’inchiesta della San Valentino, un’intercettazione fra lui e Marcello Del’Utri in cui si parla di cavalli.
Borsellino
Beh, nella conversazione inserita nel maxi-processo, si parla di cavalli da consegnare in albergo, quindi non credo potesse trattarsi effettivamente di cavalli, se qualcuno mi deve recapitare due cavalli, me li recapita all’ippodromo o comunque al maneggio, non certamente dentro l’albergo.

Giornalista
C’è un socio di Marcello Del’Utri, tale Filippo Rapisarda che dice che questo Dell’Utri gli è stato presentato da uno della famiglia di Stefano Bontade.
Borsellino
Palermo è la città della Sicilia dove le famiglie mafiose erano più numerose, si è parlato addirittura in un certo periodo almeno di duemila uomini d’onore con famiglie numerosissime, la famiglia di Stefano Bontade sembra che in un certo periodo ne contasse almeno 200, si trattava comunque di famiglie appartenenti ad una unica organizzazione, cioè Cosa Nostra, i cui membri in gran parte si conoscevano tutti, e quindi è presumibile che questo Rapisarda riferisca una circostanza vera.

Giornalista
Lei di Rapisarda ne ha sentito parlare?
Borsellino
So dell’esistenza di Rapisarda, ma non me ne sono mai occupato pesonalmente.
Giornalista
Perchè a quanto pare, Rapisarda, Del’Utri, erano in affari con Ciancimino, tramite un tale Alamia.
Borsellino
Che Alamia fosse in affari con Ciancimino è una circostanza da me conosciuta e che credo risulti anche da qualche processo che si è già celebrato. Per quanto riguarda Rapisarda e Dell’Utri, non so fornirle particolari indicazioni, trattandosi ripeto sempre di indagini di cui non mi sono occupato personalmente.

Giornalista
Non le sembra strano che certi personaggi, grossi industriali come Berlusconi, Dell’Utri, siano collegati a uomini d’onore tipo Vittorio Mangano?
Borsellino
All’inizio degli anni Settanta, Cosa Nostra cominciò a diventare un’impresa anch’essa, un’impresa nel senso che attraverso l’inserimento sempre più notevole, che ad un certo punto diventò addirittura monopolistico, nel traffico di sostanze stupefacenti , Cosa Nostra cominciò a gestire una massa enorme di capitali, una massa enorme di capitali, dei quali naturalmente cercò lo sbocco, cercò lo sbocco perchè questi capitali in parte venivano esportati o depositati all’estero e allora cosìsi spiega la vicinanza tra elementi di Cosa Nostra e certi finanzieri che si occupavano di questi movimenti di capitali.

Giornalista
Lei mi dice che è normale che Cosa Nostra si interessa a Berlusconi?
Borsellino
è normale che chi è titolare di grosse quantità di denaro cerchi gli strumenti per poter impiegare questo denaro, sia dal punto di vista del riciclaggio, sia dal punto di vista di far fruttare questo denaro.
Giornalista
Mangano era un pesce pilota?
Borsellino
Sì, guardi le posso dire che era uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell’organizzazione mafiosa nel Nord -Italia.
Giornalista
Si dice che ha lavorato per Berlusconi ?
Borsellino
Non le saprei dire in proposito o anche se le debbo far presente che come magistrato ho una certa ritrosia a dire le cose di cui non sono certo, so che ci sono addirittura ancora delle indagini in corso in proposito, per le quali non conosco quale atti sono ormai conosciuti, ostensibili e quali debbono rimanere segreti, questa vicenda che riguarderebbe i suoi rapporti con Berlusconi, è una vicenda che la ricordi o non la ricordi, comunque è una vicenda che non mi appartiene, non sono io il Magistrato che se ne occupa quindi non mi sento autorizzato a dirle nulla.

Giornalista
C’è un’inchiesta ancora aperta?
Borsellino
So che c’è un’inchiesta ancora aperta.
Giornalista (in francese)
Su Mangano e Berlusconi a Palermo?
Borsellino
Sì.

Questa intervista si può ascoltare in real audio al sito Associazione Namaste opp. vai al link diretto L’intervista smarrita

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giu 24

L’ITALIA E’ IN PERICOLO!!!
APRITE GLI OCCHI
ATTENZIONE ATTENZIONE ! ! !
A TUTTI GLI ITALIANI
VIDEODIPENDENTI E NON

SIETE DI DESTRA? DI CENTRO? DI SINISTRA?
SIETE NO GLOBAL? ANTI - NO GLOBAL?

NON E’ IMPORTANTE . . . .
SALVIAMO L’INFORMAZIONE, CHE E’ UN BENE DI TUTTI VOI

VI SIETE MAI CHIESTI COME MAI NEL 2002, CON LA TECNOLOGIA CHE C’E’ CI DOVREBBERO ESSERE PIU’ DI MILLE CANALI TELEVISIVI E INVECE QUI IN ITALIA CE NE SONO SOLO SEI?
ITALIAUNO - CANALE CINQUE - RETEQUATTRO - RAIUNO - RAIDUE – RAITRE (TELEMONTECARLO NON L’HO MESSA PERCHE’ E’ STATA UCCISA)

CHE POI SI RIDUCONO IN DUE:
MEDIASET (CONTROLLATO DA BERLUSCONI E NON DALLE DESTRE) – RAI (UNA VOLTA CONTROLLATO DALLE SINISTRE)

E ATTUALMENTE UN SOLO UN CANALE TELEVISIVO, RAIMEDIASET (MONOPOLIZZATO ESCLUSIVAMENTE DA BERLUSCONI CHE E’ UNA PERSONA E NON UN PARTITO).

C’ E’ QUALCUNO CHE DA SEMPRE CONTROLLA E MINA L’INFORMAZIONE IN ITALIA

HANNO DISTRUTTO LA LIBERA INFORMAZIONE ED IL CINEMA ITALIANO, NON PERMETTETE TUTTO QUESTO.

VOGLIAMO PIU’ DI MILLE CANALI TELEVISIVI CON MILLE PROPRIETARI DIVERSI DI QUALSIASI COLORE O IDEA POLITICA DIVERSA, FINO AD ALLORA TELEVISIONI SPENTE.

IN SEGNO DI PROTESTA NON GUARDATE PIU’ I CANALI TELEVISIVI ITALIANI , NON PAGATE PIU’ IL CANONE RAI, APRITE GLI OCCHI E SPEGNETE TUTTE LE TV .
COME CAUSALE DELLA CESSAZIONE DEL PAGAMENTO DEL CANONE RAI SCRIVETE: “IN SEGNO DI PROTESTA, PER LA LIBERA INFORMAZIONE HO DECISO DI BOICOTTARVI”

RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO GRIDO DI SPERANZA CHE CI UNISCE

FORZA ITALIA (LA NOSTRA E NON QUELLA DI BERLUSCONI)

P.S.: DIFFONDETE QUESTA E-MAIL A TUTTI GLI ITALIANI CHE VOGLIONO ESSERE LIBERI DI ESPRIMERE QUALSIASI LORO PENSIERO SENZA ESSERE CENSURATI NE CONTROLLATI E SOPRATTUTO SPEGNETE LA TELEVISIONE E GETTATE VIA IL TELECOMANDO.

FORZA L’ITALIA DEGLI ITALIANI.
ITALIANO, BOICOTTA LA TELEVISIONE.

GOMARVIN
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All’epoca ero abbastanza entusiasta dell’iniziativa, inviai questa email ad elementi del movimento umanista, e a centinaia di persone la quale non erano molto interessati a spegnere il proprio televisore, tutti tranne uno, me stesso, spensi la televisione per anni, ma è stata una bella esperienza, di solito la guardo molto di rado, e le informazioni le apprendo tramite Internet.

Maurizio Ferraro

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